Negli ultimi anni il nematode galligeno (Meloidogyne graminicola) è diventato una delle principali criticità per molte aziende risicole del Nord Italia. Questo microscopico parassita attacca l’apparato radicale del riso, compromettendone la funzionalità e riducendo la capacità della pianta di assorbire acqua e nutrienti. Le conseguenze possono tradursi in:
- un rallentamento dello sviluppo vegetativo,
- una minore vigoria della coltura,
- una significativa riduzione della produzione.
La sua diffusione, inizialmente limitata ad alcune aree del Piemonte, è stata successivamente riscontrata anche in diverse zone della Lombardia, tanto da richiedere particolare attenzione da parte dei tecnici e degli agricoltori.
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Come riconoscere i sintomi dell’infestazione
L’infestazione da Meloidogyne graminicola non sempre è immediatamente evidente. Nelle prime fasi si manifesta generalmente a chiazze all’interno della risaia, con piante che mostrano crescita rallentata, ingiallimenti e un evidente stato di sofferenza. L’attacco interessa soprattutto le radici, dove il nematode provoca la formazione di caratteristiche galle che ne compromettono il corretto funzionamento.
Anche quando la coltura sembra recuperare durante lo sviluppo vegetativo, il problema può ripresentarsi nella fase di spigatura, causando pannocchie poco sviluppate e granelli irregolari o scarsamente formati. Questo rende il nematode particolarmente insidioso, poiché i danni economici diventano evidenti solo a raccolta avvenuta.
Perché il contenimento non è semplice
Contrastare questo parassita non è facile. Le tecniche agronomiche tradizionali, come la sommersione del terreno o la falsa semina, rappresentano strumenti utili per limitarne la diffusione, ma non sono sempre risolutive né facilmente applicabili in tutte le aziende.
Inoltre, il nematode non si diffonde attraverso il seme, ma viene trasportato principalmente con il terreno infestato, aderendo a macchine agricole, attrezzature, calzature o persino agli animali selvatici. Per questo motivo la prevenzione assume un ruolo fondamentale nella gestione della problematica.
La forza dei microrganismi benefici del terreno
Negli ultimi anni la ricerca ha rivolto grande attenzione all’impiego di microrganismi utili come supporto alla salute del suolo. Alcuni funghi, batteri e micorrize presenti naturalmente negli ecosistemi agricoli sono infatti in grado di creare un ambiente meno favorevole allo sviluppo dei nematodi, contribuendo al loro contenimento in modo naturale.
Parallelamente, questi microrganismi favoriscono la crescita dell’apparato radicale e migliorano l’assorbimento degli elementi nutritivi, aumentando la capacità della pianta di affrontare gli stress provocati dalla presenza del parassita. Il risultato è una coltura più equilibrata, con radici più sviluppate e una migliore efficienza nutrizionale.
NEMOKID: una soluzione biologica per la prevenzione
Per rispondere a questa esigenza, Open Green ha sviluppato NEMOKID, una soluzione biologica formulata con micorrize, funghi e batteri selezionati, studiata per favorire il naturale equilibrio microbiologico del terreno.
La formulazione nasce da un lungo lavoro di ricerca condotto su terreni caratterizzati da una forte presenza di nematodi. I microrganismi presenti nel prodotto, una volta distribuiti nel suolo, svolgono un’azione indiretta ma costante, contribuendo a limitare la proliferazione del parassita e sostenendo contemporaneamente lo sviluppo radicale delle colture.
L’utilizzo preventivo di NEMOKID permette quindi di creare condizioni favorevoli per una crescita più sana del riso, migliorando la capacità della pianta di affrontare gli stress biotici e mantenere elevata la propria efficienza produttiva.
Prevenire oggi per proteggere il raccolto di domani
In uno scenario in cui la sostenibilità e la salute del suolo assumono un’importanza sempre maggiore, adottare strategie preventive basate sui microrganismi benefici rappresenta una scelta concreta per supportare la produttività delle risaie.
Intervenire prima che il problema si manifesti significa preservare l’apparato radicale, favorire uno sviluppo vegetativo equilibrato e contribuire alla resilienza della coltura durante tutto il ciclo produttivo.
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